Storie dalle nostre scuole internazionali

Un’altra prospettiva sulla Repubblica Dominicana

È stato un vero piacere accompagnare questo gruppo di studenti di EF Academy New York in un viaggio di volontariato nella Repubblica Dominicana, durante le vacanze di primavera. Abbiamo avuto la possibilità di visitare il centro coloniale di Santo Domingo, le dune di Baní e le spiagge di Juan Dolio, ma la maggior parte del nostro tempo lo abbiamo speso nelle comunità rurali di Derrumbadero e di El Caimonial, situato nelle valli montuose della provincia di San Juan, vicino al confine con Haiti. Abbiamo collaborato con l’organizzazione no-profit Bridges to Community, per costruire case per le famiglie locali che vivono in condizioni di estrema povertà.

La nostra giornata iniziava alle 6:30 di mattina, e proseguiva con 7-8 ore di intenso lavoro all’aperto, seguito da riflessioni notturne sulle condizioni di vita e sui problemi di queste comunità. È stata una sfida sia dal punto fisico che da quello emotivo. Non abbiamo solo imparato a costruire case, ma abbiamo anche imparato molto su noi stessi. Siamo diventati una squadra e ci siamo supportati a vicenda tutti i giorni. I ragazzi hanno dedicato il loro tempo e le loro energie per aiutare famiglie che non conoscevano nemmeno. La maggior parte dei volontari non riesce neanche a finire una casa prima di andarsene, noi invece non solo ne abbiamo finita una, ma abbiamo posto anche le fondamenta per la seconda.

Non sono mai stato così fiero e così inspirato da un gruppo di giovani adulti, come lo sono stato invece durante questo viaggio. Sono stati dei volontari esemplari e saranno i nostri leader del domani. Grazie a tutti per questo magnifico viaggio e per questa esperienza indimenticabile!

– Robert Behrens, Assistente Decano di EF Academy New York

“Diventeremo migliori amiche” è stata la prima cosa che mi ha detto dopo che mi sono presentata. Samanta ha 6 anni ed è una bambina di cui non mi scorderò mai. L’opportunità di aver conosciuto e aver trascorso del tempo con bambini fantastici e brillanti, mentre eravamo in Repubblica Dominicana, mi ha confermato quello che voglio fare nella mia vita e mi ha riempito il cuore. L’amore e l’affetto che ho ricevuto dai ragazzini non si può esprimere a parole e non dimenticherò mai il modo in cui mi hanno abbracciato e ringraziato per quello che stavo facendo. Io invece li ho ringraziati per avermi reso così tanto felice e gli ho detto di continuare a essere così dolci e teneri. Se tutto va bene, il prossimo anno manterò la mia promessa e tornerò in Repubblica Dominicana per giocare con loro e vedere di nuovo i sorrisi più onesti che abbia mai visto.

– Natália Naomi, studentessa IB del primo anno ad EF Academy New York

Anche se per due giorni abbiamo visitato bellissime località turistiche, sapevamo di essere venuti in Repubblica Dominicana per fare qualcosa di così grande come costruire una casa per una famiglia. Non fraintendetemi, le spiagge soleggiate e le cene in riva al mare sono stati bellissime, ma il nostro obiettivo era di fare tutto il possibile per aiutare la comunità e questo super di gran lunga qualsiasi paesaggio caraibico.

– María Chávarri, studentessa IB del primo anno ad EF Academy New York

Cinque giorni, ecco quanto ci è voluto per costruire una casa, cinque giorni per aiutare una famiglia, cinque giorni per capire veramente queste persone. Siamo arrivati senza avere alcuna conoscenza su come si costruisca, ma dopo cinque giorni siamo riusciti a costruirne una. Le persone del posto che ci hanno aiutato a costruirla sono state molto accoglienti e ci hanno aiutato a rendere questa casa una realtà. Il mio obiettivo per questo viaggio era quello di aiutare la comunità locale, conoscere nuove persone e imparare come vivono, ma anche imparare qualcosa di nuovo su me stessa, alla fine ho fatto tutto questo e molto di più. Questa esperienza è stata incredibile e una delle cose più importanti che abbia mai fatto in vita mia, spero di avere l’opportunità di farlo di nuovo.

– Gonie Weinstock, studentessa IGCSE ad EF Academy New York

“Mi nombre es Minh. Tengo diecisiete años. Soy de Vietnam.”

La mia famiglia e i miei amici inizialmente erano molto contrari a questo mio viaggio di volontariato in Repubblica Dominicana. In ogni caso, dopo i 9 giorni di questa “gita”, posso affermare con certezza che questo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso durante il mio ultimo anno di liceo. Questa spedizione non è solo un’esperienza straordinaria, ma mi ha anche dato modo di imparare moltissimo sia del lavoro fisico vero e proprio sia delle piccole cose della vita che bisogna sempre apprezzare. Bridges to Community è stato il mio ponte per alcune delle mie amicizie più significative. Sono così felice di aver deciso di prendere parte a questa meravigliosa esperienza.

– Minh Dam, studente IB del secondo anno ad EF Academy New York

La Repubblica Dominicana è un paese molto vero. Si possono vedere le persone più ricche mentre si godono il sole e le spiagge, e quelle più povere che lavorano duramente tutti i giorni per sopravvivere. Nella capitale ci sono molte auto bellissime e hotel lussuosi. Ma in altri posti, solo a 100 chilometri di distanza, ci sono città in cui le persone non guadagnano nemmeno 100$ al mese. Non avrei mai pensato che il gap fra ricchi e poveri fosse così grande in un paese che invece è così piccolo.

-Zekun Li, studente IGCSE ad EF Academy New York

“Cosa ci faccio qui?” è stata la prima cosa che mi sono chiesta il primo giorno di lavoro. Molti penseranno che questa sia una domanda introspettiva, ma in realtà mi stavo solo lamentando. Penso di essere una persona abbastanza fredda e poco empatica. Non mi metto mai nei panni degli altri. Invece, i miei fantastici compagni di viaggio sono riusciti a cambiare tutto ciò in solo 5 giorni; mi hanno insegnato quanto sia importante il lavoro di gruppo. Dopo ogni giornata, ci prendevamo sempre un paio d’ore per riflettere. Il che era fantastico, perché ti migliora sotto ogni punto di vista, dal modo in cui percepisci quello che ti circonda al modo in cui pensi e rifletti. La cosa che mi è piaciuta di più era poi confrontarmi coi miei compagni dopo queste riflessioni. Queste due ore erano ciò che aspettavo con ansia durante queste giornate nel mezzo del nulla, senza acqua calda, senza cibo decente e senza Internet. Però ho visto il cielo stellato più bello che abbia mai visto, le persone più oneste e sincere che abbia mai conosciuto e la vita più difficile che abbia mai vissuto. Pensavo che questo viaggio mi facesse apprezzare di più tutto ciò che ho, e così è stato. Però è anche vero che si apprezza di più quello che si ha, non perché si vedono altre persone soffrire, ma perché non ci si vuole ritrovare in condizioni peggiori, quindi ti impegni per aspirare a una vita migliore.

-Xia Ni, studentessa IB del primo anno ad EF Academy New York

Questa è stato, e sarà, uno dei viaggi più memorabili che abbia mai fatto in vita mia. Ho avuto così tante prime volte in questi nove giorni: sono stato in America Latina, ho visto spiagge da sogno, mi sono tuffato da una barca, ho usato una vecchia macchina da scrivere trovata nel dormitorio, ho guardato le stelle, ho fatto foto bellissime e incontrato persone così appassionate e ottimiste. Ma la cosa più importante è stata che per la prima volta ho aiutato una comunità locale e ho costruito una casa. È stato un viaggio d’esplorazione, pieno di gratitudine e di entusiasmo. Se avrò l’opportunità di andarci di nuovo, lo farò sicuramente.

Qiankuan Yang, studente IB del primo anno ad EF Academy New York

Se mi chiedeste “Quale è stato il momento più emozionante di questo viaggio?” direi che è stato sicuramente il tempo speso coi bambini durante la sera. Mi ricordo ancora la stanza piena di ragazzi dopo ogni giornata lavorativa. Erano così curiosi di conoscerci meglio e cercavano in ogni modo di comunicare con noi. La lingua era chiaramente un ostacolo per quelli di noi che non parlavano lo spagnolo. Spesso traducevo per gli altri dallo spagnolo all’inglese e la cosa più sorprendente era che ogni volta che traducevo qualcosa i ragazzini capivano comunque quello che dicevo in inglese grazie al linguaggio del corpo. Il tempo trascorso con loro parlando delle nostre vite è stato davvero emozionante, e sarà qualcosa che porterò sempre con me.

Hui Ni (Giada), studentessa IB del primo anno ad EF Academy New York

Tutte le foto che abbiamo fatto sono qualcosa di molto diverso da quelli che si è abituati a trovare sui blog o su Instagram. Nessuno di noi prestava attenzione alla fotocamera, eravamo tutti concentrati sul lavoro che c’era da fare. In ogni modo penso che tutte quelle immagini rappresentino perfettamente il filo conduttore di questo viaggio: la cooperazione. Abbiamo cominciato dal nulla mettendo pali di legno e siamo riusciti a completare la casa, proprio perché ognuno ha fatto del suo meglio. Alcuni, meno abili nel lavoro “pesante” hanno aiutato a dipingere i muri mentre altri hanno disposto le fondamenta martellando i muri. Quando tutti i talenti e le idee si riuniscono in funzione di un unico obiettivo, allora tutto va liscio come l’olio. Anche quando non eravamo insieme a spronarci a vicenda, ognuno portava avanti il proprio compito, il che alla fine ha permesso di completare la costruzione della casa. Voglio ringraziare tutto il mio team per avermi fatto riguadagnare fiducia nel lavoro di gruppo e per avermi regalato ricordi bellissimi, risate e lezioni che non scorderò mai.

Yejin Hwang (Lana), studentessa IB del primo anno ad EF Academy New York

Le persone di questa comunità mi hanno fatto sentire fin da subito come se fossi parte della loro famiglia. Dagoberto, Domingo, Romero, Victor sono stati dei tutor fantastici per il nostro lavoro. La loro pazienza e la loro mentalità aperta mi ha colpito molto, e visto che noi eravamo disposti a lavorare duramente per portare a termine l’obiettivo, si è creato un rapporto molto forte con loro. I bambini del posto ci portavano i fiori tutti i giorni e le loro famiglie ci preparavano “pasti speciale per i bravi lavoratori”. Al che ho notato una cosa: anche se non avevano molto da offrirci e ci conoscevano appena, condividevano comunque con noi quel poco che avevano, e lo facevano con amore. La loro umiltà e gentilezza mi ha davvero colpito e mi ha fatto riflettere sulla mia vita. Ho capito che avrei dovuto essere più grato per quello che i miei genitori mi hanno permesso di avere ed è stato un privilegio poter aiutare delle persone così gentili come quelle di Derrumbadero. Ho condiviso questi miei pensieri coi miei compagni di viaggio ed è stato un bellissimo momento di riflessione. Dopo aver completato la casa avrei voluto ricominciare da capo per rivivere tutte le emozioni, i momenti passati insieme e tutto quello che era successo. Alla fine il proprietario della casa è venuto da me e mi ha detto “Dovresti tornare a Derrumbadero. Hai costruito la mia casa: ora questa è anche casa tua. Torna quando vuoi, sarà un piacere farti stare con noi”. Oltre ai fiori, da questo viaggio mi porto a casa amicizie uniche e bellissimi ricordi, sorrisi, lacrime e tutto l’amore delle persone di Derrumbadero. Non mi dimenticherò mai questa esperienza, perché tutto quello che è successo ha lasciato davvero il segno.

– Gabino Eduardo Martínez Díaz, studente IGCSE ad EF Academy New York

Romero è una delle persone più entusaste e accoglienti che abbia mai conosciuto. Durante questa settimana, mi ha insegnato molte cose, tra cui a martellare e a tagliare il legno. Mi ha dato una nuova prospettiva standomi vicino. Uno dei momenti più belli è stato l’ultimo giorno di lavori, noi due avevamo lavorato tutto il giorno e ci siamo fermati per una pausa. È andato a prendersi la colazione e poi è tornato per condividerla con me, ci siamo seduti al sole e ci siamo divisi del pane.

– Jongsuk Rim (Remy), studente IGCSE ad EF Academy New York

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